Libertà di manifestazione del pensiero

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La libertà di manifestazione del pensiero rientra tra i c.d. “diritti delle personalità”. Si tratta di un diritto che trova primaria fonte normativa direttamente nella nostra Costituzione. Ma cosa intende esattamente il nostro ordinamento giuridico per libertà di espressione? Quali sono i limiti alla libertà di manifestazione del pensiero?

1. Inquadramento normativo

Come già accennato nell’introduzione, la nostra costituzione costituisce la fonte primaria relativa alla libertà di manifestazione del pensiero. Al primo comma dell’art. 21 Cost., infatti, è chiarito che “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione...”. Il medesimo articolo è dotato di ulteriori commi che garantiscono l’impossibilità di sottoporre la stampa a censure o autorizzazioni.
Oltre alla libertà di manifestazione del proprio pensiero per via orale o per mezzo della carta stampata, la Costituzione tutela anche la libertà di espressione attraverso qualsiasi altro mezzo di comunicazione, come ad esempio il cinema, il teatro, la radio e la televisione. Anche l’utilizzo di internet è tutelato dal principio della libertà di manifestazione del pensiero.

2. Limiti alla libertà di manifestazione del pensiero

Anche se, come indicato nel paragrafo precedente, la libertà di manifestazione del pensiero è ampiamente tutelata dall’art. 21 della Costituzione, è il medesimo articolo a porre comunque un limite al penultimo comma, il quale recita che “Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume.”
Per buon costume, in questo caso, dovrà intendersi il rispetto del pudore nella trattazione di determinati argomenti, quali ad esempio quello sessuale.
Inoltre, un altro limite è costituito dall’impossibilità di manifestare il proprio pensiero “invadendo” altri diritti costituzionalmente garantiti, come ad esempio: il diritto alla privacy, il diritto alla riservatezza, il diritto alla salute, la tutela dei minori etc. In questo caso però, il travalicamento del limite di altri diritti costituzionalmente garantiti non avviene in maniera automatica, ma dovrà comunque essere valutato volta per volta dal giudice. Si pensi al diritto alla riservatezza, su una questione che comunque è di interesse pubblico. In tale ultima ipotesi, il diritto alla riservatezza passerà in secondo piano.

3. Il conflitto tra libertà di manifestazione del pensiero e alcuni reati penali  

Una questione molto dibattuta in dottrina è relativa al conflitto che viene a crearsi tra il diritto di cronaca, di satira e di critica, che rientrano nel novero dei diritti di libera manifestazione del proprio pensiero, ed alcuni reati previsti dal nostro codice penale.
Quello più discusso dinanzi alla Corte di Cassazione è il reato di diffamazione, che potrà essere commesso oralmente o con il mezzo della stampa. In questo non vi è comunque un automatismo nel riconoscimento del reato, ma è necessaria una valutazione che dovrà essere adoperata dal giudice ogniqualvolta venga sollecitato dal Pubblico Ministero che ha ravvisato la sussistenza del reato in conseguenza alla presentazione di una querela di parte.
Per diffamazione è da intendersi l’offesa dell’altrui reputazione.
Il reato di ingiuria è stato recentemente abrogato e si trattava di altro reato direttamente in conflitto con la libertà di manifestazione del pensiero. Per ingiuria, infatti, si intendeva per il codice penale chi offendeva “l’onore e il decoro di altra persona”.

4. Normativa internazionale in materia di libertà di manifestazione del pensiero

Questo genere di libertà, oltre ad essere tutelata dalla nostra normativa nazionale, è altresì tutelata anche a livello internazionale. Secondo l’art. 19 della dichiarazione universale dei diritto dell’uomoOgni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.
Anche il primo comma dell’art. 10 CEDU chiarisce che “Ogni persona ha diritto alla libertà d’espressione. Tale diritto include la libertà d’opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza ingerenza alcuna da parte delle autorità pubbliche e senza considerazione di frontiera”.
Infine, ritroviamo un richiamo alla libertà di espressione anche sulla c.d. “Carta di Nizza” (che contiene quelli che sono ritenuti i diritti fondamentali dall’intera comunità europea), che all’art. 11 recita, appunto che “Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione”. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera. Al secondo comma, inoltre, viene precisato che la libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati.

5. Conclusione

Come si è avuto modo di vedere, la libertà di manifestazione del pensiero costituisce un principio cardine per il nostro ordinamento e anche per tutti quegli altri paesi a vocazione democratica. Tuttavia, nell’esprimere il proprio pensiero, si dovrà comunque prestare attenzione al mantenimento del buon costume e al rispetto della dignità e dell’onore del prossimo.

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