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L’azienda

L’art. 2555 del codice civile definisce l’azienda come “il complesso dei beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa”.
L’economista italiano Zappa aveva definito l’azienda un istituto economico duraturo: è un complesso organizzato di beni e persone avente una propria autonomia, una propria disciplina e un proprio scopo (istituto), svolge l’attività impiegando razionalmente le risorse economiche che ha a disposizione secondo il principio del minimo mezzo e massimo risultato (istituto economico) e ha una durata di vita superiore rispetto a quella dei soggetti che la compongono (istituto economico duraturo).

1. Le componenti del sistema azienda

Ogni azienda è risultato di un insieme elementi combinati e coordinati per lo svolgimento dell’attività economica. Gli elementi costitutivi dell’azienda sono riassunti nella sigla PMO, dove:

  • P indica la componente personale: l’imprenditore e la forza lavoro di cui l’azienda si serve al fine dell’esercizio dell’attività;
  • M indica la componente strumentale: tutti i mezzi materiali e immateriali che concorrono al raggiungimento dell’obiettivo prefissato;
  • O indica la componente organizzazione; questa è una componente di fondamentale importanza poiché rappresenta il vincolo che unisce le altre due componenti. Il grado di funzionalità ed efficienza del sistema dipende direttamente da O pur essendo in funzione di P e M.

L’azienda si compone di beni eterogenei (materiali, immateriali, mobili, immobili) complementari tra loro e accomunati dalla destinazione verso lo stesso fine produttivo.

2. Destinazione economica dei beni aziendali

Un bene si considera aziendale sulla base della destinazione economica conferita dall’imprenditore. La destinazione economica attiene all’impiego che un determinato bene trova all’interno dell’azienda.
Non si considerano beni aziendali i beni di proprietà dell’imprenditore che non sono impiegati nell’esercizio dell’attività economica. Sono invece considerati beni aziendali quei beni che, pur essendo di proprietà di terzi, vengono impiegati nello svolgimento dell’attività in base alla stipulazione di contratti giuridici (es. contratti di locazione, di leasing).
In altre parole, possiamo affermare che è considerato bene aziendale ogni elemento che compone il patrimonio destinato ad essere impiegato nel processo produttivo e soggetto a valutazione economica.

3. Avviamento

Alle componenti aziendali P, M ed O va aggiunto l’avviamento, una componente che, seppure non primaria, riveste particolare importanza in ambito aziendale.
L’avviamento è definito come la capacità dell’azienda di produrre il risultato economico. È il risultato derivante dalla sinergia delle componenti che fanno parte del sistema azienda: la componente personale e quella strumentale sono organizzate al fine di produrre un valore maggiore rispetto alla somma dei valori dei singoli elementi che le compongono; tale maggior valore, risultante dalla combinazione e dall’impiego simultaneo delle componenti PMO, è definito avviamento.

L’avviamento si distingue in:

  • avviamento oggettivo: l’attitudine alla realizzazione del profitto che deriva dalle caratteristiche intrinseche delle componenti aziendali; non dipende quindi dalle capacità professionali dell’imprenditore e, quindi, si conserva anche nel caso di trasferimento di azienda.
  • avviamento soggettivo: l’attitudine a produrre il risultato economico che deriva dalle capacità professionali dell’imprenditore e dalle sue abilità nel negoziare sul mercato e contrattare con clienti e fornitori.

Note

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