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Le adozioni

L’istituto dell’adozione permette ai minori in stato di abbandono di essere adottati e, quindi, rientrare a tutti gli effetti a far parte di una famiglia sia da un punto di visto morale che da un punto di vista giuridico.

1. Cenni generali sull’istituto dell’adozione

L’adozione consiste in un delicato istituto disciplinato prima dal codice civile e poi dalla Legge n. 184 del 1983 successivamente modificata dalla legge n. 149 del 2001.

Attraverso l’adozione il minore abbandonato acquisisce lo status di figlio degli adottanti con relativo diritto, quindi, ad cresciuto ed educato nell’ambito della propria famiglia acquisita.

Per poter essere oggetto di adozione i minori in stato di abbandono, italiani o stranieri presenti in Italia, dovranno essere dichiarati adottabili dal Tribunale dei minori del circondario in cui si trovano e, a tal fine, dovranno essere in possesso di determinati requisiti espressamente previsti dalla legge. Anche gli adottanti dovranno essere in possesso di determinati requisiti per poter essere ritenuti in grado di adottare un minore in stato di abbandono.

L’adozione può anche essere internazionale, mentre per il caso dell’adozione di persone di maggiore età, questa è disciplinata principalmente dagli artt. 291 e ss. c.c.

2. Requisiti fondamentali previsti dalla legge per gli adottanti

L’art. 6 della legge 184 del 1983, poi sostituito dalla l. 149 del 2001, prevede che affinché una coppia di coniugi possa adottare un minore in stato di abbandono, debbano sussistere i seguenti requisiti:

  • Essere uniti in matrimonio da almeno 3 anni;
  • Non deve esserci stato luogo, negli ultimi tre anni di relazione, ad alcun tipo di separazione personale, neppure di fatto;
  • I coniugi devono essere capaci di trasmettere affetto, educare, istruire e mantenere i minori che intendono adottare;
  • L’età degli adottanti deve superare di almeno 18 anni e non più di 45 anni l’età dell’adottando;

Con riferimento ai limiti di età imposti ai coniugi ed indicati nell’ultimo punto, la legge prevede che questi limiti possano essere derogati dal Tribunale qualora sussistano alcune specifiche ipotesi, ovvero potrà essere concessa deroga nei casi in cui:

  • Dalla mancata adozione derivi per il minore un danno grave ed irreparabile;
  • Il limite massimo di età degli adottanti è superato da uno solo dei coniugi ed in misura non superiore a 10 anni;
  • Quando i coniugi siano già genitori di figli naturali o adottivi dei quali almeno uno sia in età minore;
  • Quando l’adozione riguarda un fratello o una sorella del minore già adottato.

3. Lo stato di adottabilità del minore

Per poter essere adottato, il minore, dovrà essere dichiarato adottabile dal Tribunale per i minorenni del circondario in cui si trova. I requisiti previsti dalla legge per dichiarare lo stato di adottabilità del minore sono:

  • Accertato e continuo stato di abbandono in quanto privo di assistenza morale e materiale da parte dei genitori o dai parenti che sono tenuti a provvedervi;
  • Le stesse condizioni indicate nel punto precedente, valgono anche nel caso in cui il minore si trovi presso istituti di assistenza pubblici o privati o comunità di tipo familiare o anche nel caso in cui si trovi in una situazione di affidamento familiare;

Lo stato di abbandono di un minore può essere segnalato da parte di chiunque all’autorità pubblica. I pubblici ufficiali, a questo punto sono tenuti a riferire senza indugio al procuratore della Repubblica presso il tribunale dei minorenni del luogo in cui il minore si trova sulle condizioni di quest’ultimo.

Gli istituti di assistenza pubblici o privati e le comunità di tipo familiare devono trasmettere semestralmente al procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni del luogo ove hanno sede l’elenco di tutti i minori collocati presso di loro con l’indicazione specifica, per ciascuno di essi, della località di residenza dei genitori, dei rapporti con la famiglia e delle condizioni psicofisiche del minore stesso. Il procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni, assunte le necessarie informazioni, chiede al tribunale, con ricorso, di dichiarare l’adottabilità di quelli tra i minori segnalati o collocati presso le comunità di tipo familiare o gli istituti di assistenza pubblici o privati o presso una famiglia affidataria, che risultano in situazioni di abbandono, specificandone i motivi.

Il procuratore della Repubblica presso il tribunale per i minorenni, che trasmette gli atti al medesimo tribunale con relazione informativa, ogni sei mesi, effettua o dispone ispezioni negli istituti di assistenza pubblici o privati.

Ricevuta la richiesta dal Pubblico Ministero, il Presidente del Tribunale, apre senza indugio un procedimento per l’accertamento dello stato di abbandono del minore. La procedura prevede dettagliate ricerche sulle condizioni giuridiche e di fatto del minore e in quale ambiente abbia vissuto, attraverso i servizi sociali locali o gli organi di sicurezza pubblica. Non appena si procede con l’apertura del procedimento, è ritenuta necessaria la convocazione dei genitori o, in loro assenza, dei parenti entro il quarto grado che abbiano comunque trattenuto rapporti significativi con il minore.

Tutti i soggetti fin qui elencati e coinvolti nell’accertamento dello stato di abbandono del minore, possono partecipare all’intero procedimento con l’assistenza di un difensore.

Nelle more della procedura volta a determinare lo stato di adottabilità del minore, il Tribunale ha la facoltà di prendere qualsiasi provvedimento di carattere transitorio che possa giovare alla condizione del minore. È prevista, infatti, la possibilità di collocarlo temporaneamente presso altra famiglia o presso istituti di comunità familiare.
È altresì prevista la possibilità di sospendere il procedimento di adottabilità qualora in seguito al verificarsi di alcune circostanze, tale provvedimento possa risultare utile nell’interesse del minore.

Alla dichiarazione dello stato di adottabilità del minore, può essere proposto ricorso presso lo stesso Tribunale che ha effettuato tale pronuncia. Il ricorso può essere presentato entro 30 giorni dalla pronuncia, da parte dei genitori o comunque da parte dei soggetti legittimati a partecipare alla procedura di adottabilità.

Se non vi è alcuna presentazione di ricorso, la dichiarazione definitiva dello stato di adottabilità è trascritta dal cancelliere del tribunale per i minori entro dieci giorni dalla comunicazione.

4. Effetti della dichiarazione dello stato di adottabilità verso i genitori

Per l’effetto della dichiarazione dello stato di adottabilità viene sospeso l’esercizio della potestà dei genitori e, ove ancora non esista, viene nominato dal Tribunale un tutore che adotta i provvedimenti di miglior interesse per il minore.

5. L’affidamento preadottivo

I coniugi che hanno la volontà di adottare un minore devono presentare domanda al tribunale per i minorenni. È ammissibile la presentazione di più domande anche successive a più tribunali per i minorenni. La domanda di adozione decade dopo due anni dalla presentazione ma può comunque essere rinnovata.

Il tribunale per i minorenni, ricevuta la domanda di adozione da parte dei coniugi, dispone l’esecuzione di adeguate indagini e sceglie fra le coppie che hanno presentato domanda quella che risulta più affine nel soddisfare le esigenze del minore.

Le indagini sono volte ad accertare:

  • l’attitudine a educare il minore;
  • la situazione personale ed economica;
  • la salute;
  • l’ambiente familiare degli adottanti;
  • i motivi per i quali questi ultimi desiderano adottare il minore.

A questo punto il tribunale per i minorenni sentiti il pubblico ministero, gli ascendenti degli adottanti ove sussistano, il minore che abbia compiuto gli anni dodici e, se opportuno, anche il minore di età inferiore, dispone l’affidamento preadottivo e ne determina le modalità.

Nel caso in cui il minore oggetto dell’adozione ha già compiuto gli anni quattordici è necessario che manifesti il consenso all’affidamento della coppia prescelta.

Dal momento in cui il minore viene affidato per il periodo preadottivo, il tribunale ha il compito di vigilare sul buon andamento dell’affidamento.

6. Procedura per la dichiarazione di adozione

Decorso il termine preadottivo di un anno, di cui si è parlato nel punto precedente, il Tribunale dichiara lo stato di adottabilità. Prima di tale dichiarazione, però, il Tribunale dei minori è tenuto a sentire:

  • I coniugi;
  • Il minore se ha compiuto almeno 12 anni;
  • Il Pubblico Ministero;
  • Il tutore;
  • Il giudice tutelare;
  • Il minore con età superiore agli anni 14 che è tenuto a manifestare espresso consenso all’adozione.

Al termine di questo confronto, il Giudice valuta la sussistenza di tutti i requisiti necessari per dichiarare l’adozione.

Nell’ipotesi in cui i coniugi che hanno proposto domanda di adozione, hanno già dei discendenti di età superiore agli anni 14, al pari delle altre figure fin qui menzionate, dovranno essere sentiti dal giudice.

Il decreto che decide sull’adozione viene adottato in camera di consiglio e viene comunicato al Pubblico Ministero, alla coppia e al tutore.

Nel caso in cui il provvedimento sia di carattere negativo viene meno anche l’affidamento preadottivo e per le sorti del minore vengono assunti gli opportuni provvedimenti direttamente dal Tribunale stesso.

Il provvedimento può essere oggetto di impugnazione entro 30 giorni dalla sua notifica dalle parti che ne abbiano interesse.

Nel caso in cui, invece, il provvedimento che pronuncia l’adozione diviene definitivo, viene trascritto entro 10 giorni presso apposito registro del Tribunale stesso e viene altresì comunicato all’ufficiale dello stato civile che lo trascriverà a margine dell’atto del minore adottato.

7. Effetti dell’adozione sul minore

Attraverso il provvedimento dell’adozione, l’adottato acquista automaticamente una serie di diritti, quali:

  • Stato di figlio legittimo degli adottanti;
  • Assunzione del cognome degli adottanti;
  • Cessa ogni rapporto verso la famiglia d’origine.

Ogni genere di certificato relativo allo stato dell’adottato deve essere rilasciato con la sola indicazione del nuovo cognome e con l’esclusione di qualsiasi riferimento alla paternità e alla maternità biologica del minore.

È altresì previsto dalla normativa che l’ufficiale di stato civile, l’ufficiale di anagrafe e qualsiasi altro ente pubblico o privato, autorità o pubblico ufficio, non hanno la possibilità di fornire notizie, informazioni, certificazioni, estratti o copie dai quali si può comunque desumere il rapporto di adozione, a meno che non vi sia una autorizzazione espressa dell’autorità giudiziaria. L’unico caso in cui non è necessaria l’autorizzazione si rinviene nella richiesta dell’ufficiale di stato civile, al fine di verificare se ci sono impedimenti matrimoniali di qualsiasi genere.

8. Adozione del minore orfano

Nel caso del minore orfano, la procedura di adozione risulta essere più semplice per il fatto che non è prevista la possibilità di interfacciarsi con la famiglia di origine.

Infatti, se dopo una scrupolosa indagine risultano deceduti i genitori del minore e non ci sono parenti entro il quarto grado che hanno rapporti di rilievo con il piccolo, il Tribunale dichiara in maniera abbastanza tempestiva lo stato di adottabilità.

Tale dichiarazione di adottabilità può, tuttavia, non essere effettuata nei casi in cui da tale provvedimento ne consegua una minore tutela verso gli interessi del minore.

9. Ricerca delle origini da parte del minore adottato

Per l’adottato ricercare le proprie origini, non è affare semplice. Infatti, prima di poter richiedere notizie sulla propria origine e sull’identità dei propri genitori biologici, deve aver compiuto almeno i venticinque anni di età.
Tuttavia, se si riesce a dimostrare che esistono gravi motivi attinenti alla sua salute psico-fisica, il limite può essere abbassato ai diciotto anni di età.

La richiesta per ricercare le proprie origine deve essere presentata al tribunale per i minorenni.

Anche dopo aver presentato in maniera corretta l’istanza volta a conoscere le proprie origine, è possibile comunque che non si possano raggiungere i risultati sperati, in quanto è probabile che la madre biologica abbia dichiarato al momento della nascita di non volere che la propria identità venga mai rivelata.

10. Casi particolari di adozione

Per l’effetto dell’art. 44 della legge che disciplina l’adozione e l’affidamento dei minori è possibile adottare un minore anche in alcuni casi particolari che non rientrano nella quadro normativo generale che disciplina questo istituto. Tali particolari ipotesi si rinvengono nel caso in cui l’adozione avvenga:

  • Da persone unite al minore, organo di padre e madre, da vincolo di parentela fino al sesto grado o da rapporto stabile e duraturo preesistente alla perdita dei genitori;
  • Nel caso in cui vi sia constata impossibilità di affidamento preadottivo;
  • Dal coniuge nel caso in cui il figlio minore sia figlio adottivo dell’altro coniuge.

Nei primi due casi l’adozione è consentita anche a chi non è coniugato. In ogni caso l’adottante dovrà superare di almeno 18 anni l’età di coloro che intendono adottare.

Tabella consuntiva

Requisiti fondamentali Requisiti per ottenere una deroga
Matrimonio da oltre 3 anni Grave danno per il minore in caso di mancata adozione
Non deve esserci stata alcuna separazione negli ultimi tre anni Soltanto uno dei due coniugi può essere oltre il limite di età e non oltre i 10 anni
I coniugi devono avere qualità morali ed affettive Se i coniugi hanno già prole almeno uno dei figli deve essere un minore
I coniugi devono avere almeno 18 anni in più dell’adottato e non più di 45 Se l’adozione riguarda un fratello del minore già adottato

Requisiti fondamentali e deroghe

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