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La responsabilità precontrattuale

Durante la fase delle trattative e della formazione del contratto, le parti devono comportarsi secondo buona fede. La violazione di tale obbligo da parte di uno dei contraenti farà sorgere in capo ad egli la responsabilità civile al risarcimento del danno.

1. Premessa

Il contratto è lo strumento per mezzo del quale si realizza lo scambio economico. La conclusione del contratto fa sorgere il vincolo giuridico tra i contraenti, e, nello specifico, l’obbligo ad eseguire la prestazione, nei modi e nei tempi stabiliti dal contratto stesso. Nella prassi commerciale, la conclusione del contratto segue alla c.d. fase delle trattative, durante la quale le parti si relazionano tra loro per determinare il contenuto dell’accordo, le modalità di conclusione e/o esecuzione del contratto e quant’altro dovesse essere necessario per la valutazione in termini di economicità ed opportunità del futuro contratto. In questa fase le parti devono comportarsi con lealtà e correttezza, “devono comportarsi secondo buona fede”, stante il principio espresso dall’art. 1337 cod. civ..

Data questa premessa, è opportuno dapprima qualificare la natura giuridica della responsabilità precontrattuale per poi delineare quei comportamenti che, essendo contrari al principio della buona fede, fanno sorgere in capo al contraente la responsabilità.

2. Natura giuridica della responsabilità

La natura giuridica della responsabilità precontrattuale è stata negli anni questione fortemente dibattuta. Nel lontano 1861 il giurista tedesco Jhering elaborò per la prima volta il dogma della responsabilità precontrattuale, definendola quale culpa in contrahendo e riconducendola nell’alveo della responsabilità contrattuale.

2.1 La tesi contrattuale

Autorevoli autori sostengono la tesi della natura contrattuale e fondano tale qualificazione sulla base dell’art. 1337 cod. civ.. Posto che, ai sensi della suddetta norma, le parti hanno l’obbligo ex lege di comportarsi secondo buona fede, la violazione dell’obbligo non potrebbe che ricondursi ad un’ipotesi di responsabilità contrattuale da inadempimento ex art. 1218 cod. civ..

2.2 La tesi extracontrattuale

In senso contrario si è sempre espressa la giurisprudenza prevalente. Gli obblighi di buona fede sarebbero una estrinsecazione del principio generale del neminen laedere, ragion per cui la loro violazione determinerebbe un’ipotesi di responsabilità extracontrattuale ai sensi dell’art. 2043 cod. civ.

2.3. Cass. 12 luglio 2016, n. 14188

Con una recente pronuncia, la Corte di Cassazione ha accolto la tesi della natura contrattuale (cfr. Cass. 12 luglio 2016, n. 14188), facendo leva sul principio dell’affidamento. Gli Ermellini evidenziano come, nella fase precontrattuale, tra le parti si instauri una relazione qualificata, definita da contatto sociale, in virtù della quale ciascuno affida all’altro i propri interessi, ritenendo che la condotta di questi sia improntata sulla correttezza, sulla lealtà e sulla professionalità. Da questo affidamento sorgono degli obblighi reciproci di protezione, che precedono e si distinguono dagli obblighi previsti dal futuro (ed eventuale) contratto. La violazione di questi obblighi specifici  determina la responsabilità del contraente, ragion per cui quest’ultima deve essere necessariamente ricondotta alla responsabilità ex art. 1218 cod. civ.

3. Condotte contrarie alla buona fede

Stante la scarna disciplina codicistica, negli anni la giurisprudenza e la dottrina hanno delineato quelle che sono le condotte che determinano responsabilità precontrattuale. A tal proposito si considerino: la rottura delle trattative, la violazione dell’obbligo di completezza informativa e la violazione ex art. 1338 cod. civ.

3.1. Durante le trattative

Durante la fase delle trattative non vi è alcun obbligo giuridico a contrarre. Tuttavia, la rottura delle trattative può determinare responsabilità precontrattuale alla presenza di due presupposti. In primo luogo, le trattative in corso devono essere serie, ovvero idonee ad ingenerare in controparte un ragionevole affidamento nella conclusione del contratto. In secondo luogo, occorre che l’interruzione della trattativa non sia sorretta da un giustificato motivo.

3.2. Durante il processo formativo del contratto

Altra fattispecie di responsabilità precontrattuale consiste nella violazione dell’obbligo di completezza informativa. Tale obbligo ha ad oggetto l’esternazione di tutti i dati la cui conoscenza è indispensabile alla controparte per una corretta formazione della volontà contrattuale.

3.3. Art. 1338 cod. civ.

Ai sensi dell’art. 1338 cod. civ., si ha responsabilità precontrattuale ogniqualvolta un contraente, essendone a conoscenza, non abbia comunicato a controparte l’esistenza di una causa di invalidità del contratto.

4. Risarcimento del danno

In tema di responsabilità precontrattuale, il pregiudizio risarcibile è circoscritto al solo interesse negativo, il quale si compone tanto del danno emergente (le spese inutilmente sopportate nel corso delle trattative), quanto del lucro cessante  (la perdita di occasioni per la stipulazione con altri di un contratto altrettanto vantaggioso).

Note

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