La Procura Generale della Repubblica

Con il termine Procura generale della Repubblica si individuano gli uffici presenti presso le Corti d’Appello e presso la Suprema Corte di Cassazione dove i Pubblici Ministeri svolgono le proprie funzioni.

1. La storia normativa della Procura

Le origini dell’ufficio si trovano nel Regio Decreto del 30 gennaio 1941 (1), con il quale il legislatore si prefissava l’obiettivo di rinnovare profondamente l’ordinamento giudiziario.
Proprio in questo testo troviamo i primi riferimenti alla Procura, chiamata all’epoca procura generale del Re imperatore, nome dovuto alla presenza della monarchia.
Dieci anni più tardi, a liberazione d’Italia avvenuta, con la legge n.392 del 24 maggio 1951 (1) venivano specificati luoghi, funzioni e svolgimento delle carriere dei magistrati e dei relativi compensi.
La procura sarà oggetto di revisione anche nella storia recente del paese con il D. lgs. 106/2006 (2), il quale apportava delle profonde modifiche all’organizzazione degli uffici dei pubblici ministeri.
Il legislatore con questo decreto riconosceva in via esclusiva la titolarità del potere organizzativo dell’ufficio e dell’azione penale al Procuratore della Repubblica, il quale esercita tale potere mediante delega ai magistrati dell’ufficio competente.

2. I poteri del procuratore della Repubblica

I poteri del Procuratore, per quanto concerne l’organizzazione dell’ufficio, sono assimilabili a quelli di un Dirigente di alto livello della pubblica amministrazione, infatti gode di totale discrezione nella scelta dei criteri di organizzazione dell’ufficio, come l’assegnazione dei magistrati o l’individuazione di settori di affari da assegnare ad un gruppo di magistrati.
Oltre alle libertà organizzative, come detto in precedenza, gode di libertà assoluta nell’inizio dell’azione penale, con la possibilità di individuare i reati e la direzione delle indagini attraverso la Polizia Giudiziaria.

3. L’organizzazione e la struttura degli Uffici

Gli uffici della Procura sono composti dai Pubblici Ministeri, ovvero i magistrati, e dalla segreteria giudiziaria.
Vi sono 27 procure generali in Italia, una presso ogni Corte d’appello più una presente nella sede della Corte di Cassazione.
In ognuno di questi uffici sono presenti un Procuratore generale della Repubblica, i suoi vice – ovvero i sostituti procuratori -, ed in alcuni casi un solo avvocato generale della Repubblica eccezion fatta per l’ufficio della Corte di Cassazione che ne presenta più di uno.
All’interno della Corte di cassazione, con il D. lgs. 367/1991(3) venne istituita la direzione nazionale antimafia, con a capo il procuratore nazionale antimafia, elemento scelto tra i magistrati della cassazione che hanno svolto il proprio ruolo per almeno dieci anni.
L’incaricato resta a capo dell’ufficio per quattro anni e può essere oggetto di un unico rinnovo.
Inoltre il magistrato a capo del DNA svolge le funzioni prescritte dall’art. 371-bis c.p.p.

Note

 

  1. Legge 24 maggio 1951, n. 392. Distinzione dei magistrati secondo le funzioni;
  2. Decreto Legislativo 20 febbraio 2006, n. 106. Disposizioni in materia di riorganizzazione dell’ufficio del pubblico ministero;
  3. Testo coordinato del decreto-legge 20 novembre 1991, n. 367.
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