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La pena

La pena corrisponde alla sanzione predisposta dal nostro ordinamento giuridico come conseguenza della violazione di una o più norme di carattere penale.

1. La previsione costituzionale della pena

I tratti che dovrà assumere la pena sono delineati dall’articolo 27 della Costituzione. Ai sensi del predetto articolo, infatti, è previsto che la pena ha carattere personale e che l’imputato non potrà comunque essere considerato colpevole fino alla condanna definitiva.
È previsto, inoltre, che le pene non potranno essere caratterizzate da inumanità e che il loro fine dovrà tendere sempre alla rieducazione del condannato.

2. La classificazione delle pene per l’ordinamento penale

La classificazione delle pene è contenuta nel titolo II del codice penale, che va dall’art. 17 all’art. 38.

In questo titolo viene tracciata una chiara distinzione tra pene principali e pene accessorie.

Viene, inoltre, data una chiara definizione delle singole pene previste come, ad esempio, l’ergastolo (art. 22 c.p.), la reclusione (art. 23 c.p.) e la multa (art. 24 c.p.) ecc.

2.1 Le pene principali

È l’articolo 17 del codice penale a indicare quali sono le pene principali previste dal nostro ordinamento, ovvero:

  • Ergastolo (pena detentiva perpetua);
  • Reclusione (privazione temporanea della libertà);
  • Multa (pena di carattere pecuniario prevista per i delitti);
  • L’arresto;
  • L’ammenda (pena pecuniaria prevista per le contravvenzioni).

Secondo il successivo articolo 20, le pene principali devono essere inflitte dal giudice tramite sentenza di condanna.

2.2. Le pene accessorie

Le pene definite, invece, accessorie per i delitti e per le contravvenzioni sono elencate dall’art. 19 c.p., ovvero:

  • Interdizione dai pubblici uffici;
  • Interdizione di una arte o professione;
  • Interdizione legale;
  • Interdizione da uffici direttivi delle persone giuridiche;
  • Incapacità di contrarre con pubblica amministrazione;
  • Estinzione di rapporto lavorativo;
  • Decadenza o sospensione da responsabilità genitoriale;
  • Sospensione da esercizio di una professione o arte;
  • Sospensione da uffici direttivi.

In questo caso, per l’articolo 20 c.p. le pene accessorie dovranno conseguire di diritto alla condanna.

3. Il potere discrezionale conferito al giudice

Sebbene il giudice nella commutazione della pena debba muoversi secondo precisi schemi indicati dall’ordinamento penale, egli ha tuttavia un certo potere discrezionale conferitogli dall’art. 132 c.p.
Ai sensi del predetto articolo, infatti, il giudice potrà aumentare o diminuire la pena edittale prevista, purché vi sia una congrua motivazione e purché non superi, comunque, i limiti previsti dalla legge.

Note

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