La donazione: un contratto del nostro sistema giuridico

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La donazione (art. 769 c.c.) è un contratto con il quale un soggetto ne arricchisce un altro, per spirito di liberalità, disponendo in favore di quest’ultimo di un suo diritto o assumendo verso lo stesso un’obbligazione.

1. L’istituto della donazione nell’ordinamento giuridico italiano

La donazione è un contratto, quindi soggetto alle norme generali del contratto (artt. 1321 c.c. ss.).
La donazione è un contratto consensuale: si concretizza con la manifestazione della volontà di entrambe le parti e non esclusivamente con quella del donante. Concretamente si perfeziona quando il donante viene a conoscenza dell’accettazione del donatario (art. 1326 c.c.).
La donazione è un contratto formale: viene richiesta pertanto la forma dell’atto pubblico (art. 782 c.c), ed è necessaria la presenza di testimoni; il legislatore ha pensato di gravare questo contratto con tale formalismo per permettere al donante di riflettere e ponderare l’atto che sta compiendo.
L’istituto, infatti, soggiace a delle similitudini con il testamento. In entrambi gli istituti, infatti, si evidenza la volontà di chi compie l’atto di liberalità, ovvero il donante.
Il contratto di donazione appartiene al genus del negozio gratuito mentre la liberalità è la species; questo inquadramento permette di comprendere al meglio l’istituto della donazione. Infatti, comprendiamo che con tale contratto si realizza un determinato effetto economico, ovvero l’arricchimento del patrimonio del donatario e il conseguente depauperamento del patrimonio del donante.
Inoltre la donazione, rispetto al classico schema contrattuale (proposta – accettazione), può avere un’evoluzione diversa: in alcuni casi, come la donazione obnuziale, non vi è necessità di accettazione, ma semplicemente che il matrimonio venga celebrato. (art. 785 c.c.).
Altra peculiarità del contratto di donazione è la stretta correlazione che l’istituto presenta con la successione e la possibilità di essere soggetti all’azione di riduzione; le disposizioni di colui che è mosso dallo spirito di liberalità potrebbero danneggiare le ragioni di un legittimario.

2. Lo spirito di liberalità

Lo spirito di liberalità è lo scopo tipico del donante, infatti quest’ultimo dovrà avere piena coscienza delle conseguenze del contratto e non dovrà essere in alcun modo costretto.
Quindi la gratuità stessa del contratto rappresenta l’essenza, la causa del contratto stesso.

3. L’oggetto di donazione

L’oggetto della donazione deve avere i requisiti generali in tema di contratti, ovvero: determinabilità, determinatezza, liceità e possibilità (art. 1346 c.c.).
Ad esempio l’oggetto può essere:
a) Diritto di credito: sicuramente l’oggetto di donazione più comune, poichè concretamente l’oggetto del trasferimento è un diritto di proprietà o un altro diritto reale. In questa categoria di oggetto rientra anche la cessione di un diritto di credito (art. 1260 c.c.);
b) Partecipazioni sociali: il contratto di donazione può avere come oggetto azioni di società e quote sociali (art. 2355 c.c.);
c) Eredità: anche la cessione di diritti che hanno origine da una successione poò essere oggetto di una donazione traslativa.
d )Azienda: anche un’azienda può essere oggetto di donazione (art. 2555 c.c.), in questo caso è pacifico che bisogna osservare pedissequamente il formalismo richiesto per la donazione di beni mobili e quindi indicare precisamente il valore dei beni appartenenti all’azienda.

4. Gli effetti della donazione e la possibilità di recesso

Così come esplicitato nell’articolo 1372 del codice civile il contratto ha forza di legge tra le parti e non può essere sciolto data la sua natura contrattuale.
Quindi l’eventualità del recesso può essere attribuita ad una delle parti del contratto, quindi unilateralmente, senza la necessità che vi sia accordo tra entrambe.(1)
Lo scioglimento del contratto è possibile soltanto se il recesso era stato concordato al momento della stipula con l’apposizione di un termine entro il quale esercitare il diritto di recesso.
La dichiarazione di recesso è un atto unilaterale e recettizio, che deve essere redatto nella stessa forma del contratto originale, ovvero quella dell’atto pubblico con presenza di testimoni.