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La diffida ex art. 1454 c.c.

La diffida legale costituisce, ai sensi dell’ordinamento nazionale, un atto attraverso il quale si avvisa la controparte a compiere o ad omettere di compiere una azione.
Il nostro codice civile ne fa menzione all’articolo 1454.
Non costituisce un atto obbligatorio prima di ricorrere in un eventuale fase giudiziale.

1. Caratteristica della lettera di diffida

Come accennato nel libello introduttivo, la lettera di diffida costituisce uno strumento attraverso il quale si da espresso avviso ad una persona, sia fisica o giuridica, a compiere o non compiere una determinata azione.

La lettera di diffida può essere redatta anche direttamente dalla parte, quindi senza la sottoscrizione di un avvocato difensore.

Tuttavia, generalmente si tende a rivolgersi comunque all’avvocato. Questo anche per una questione di chiarezza espositiva generica e per una individuazione corretta e precisa sulla domanda ovvero sulle domande di adempimento.

2. I riferimenti previsti dal codice civile

Come già preannunciato all’inizio, la diffida ad adempiere è prevista dall’articolo 1454 del codice civile  e prevede, appunto, “che alla parte inadempiente possa essere intimato per iscritto di adempiere alle obbligazioni assunte”.

Sul termine entro il quale adempiere, quello generico indicato dalla norma corrisponde a quindici giorni. Tuttavia, nella prassi, vengono spesso indicati anche termini inferiori. Potrà altresì essere previsto un termine diverso individuato da precedente accordo tra le parti.

Strumento analogo è rappresentato dalla lettera di costituzione in mora che è disciplinata dall’art. 1219 del codice civile. Tale strumento è destinato ad essere inviato al debitore.

3. Cosa provoca la diffida

La finalità di questo strumento messo a disposizione dall’ordinamento civile è quello di dare avviso all’altra parte che in caso di inadempimento circa le prescrizioni contenute nella medesima lettera di diffida si procederà dinanzi all’autorità giudiziaria competente, al fine di rivendicare i propri diritti dinanzi al giudice.

Si potrebbe definire, quindi, un “legale atto intimidatorio”.

4. Modalità di recapito della diffida

La modalità materiale di recapito al destinatario della diffida avviene generalmente nelle seguenti modalità:

  • Posta elettronica certificata: costituisce una possibilità rapida, efficace ed economica. Generalmente usata quando la lettera viene redatta dall’avvocato ed è destinata a soggetto giuridico (quindi obbligato ex lege a disporre di indirizzo pec);
  • Raccomandata postale con ricevuta di ritorno: ancora in largo uso per il caso in cui si necessita di notificare diffida a persona fisica.

Attraverso i metodi di spedizione indicati in precedenza vengono assolte due importanti funzioni, ovvero:

  • Attraverso la ricevuta di ritorno (prevista anche in caso di utilizzo pec) si acquisisce la certezza che la controparte abbia ricevuto l’atto;
  • Sempre dalla ricevuta di ritorno si deduce il giorno dal quale far iniziare il computo del termine per l’adempimento indicato nella medesima lettera.

5. Obbligatorietà della diffida

La diffida non è un atto obbligatorio, nel senso che la parte inadempiente può essere chiamata direttamente in giudizio (tranne i casi in cui è prevista la mediazione obbligatoria) senza la necessità di un preavviso a mezzo lettera.

Tuttavia, per il tramite della diffida, la parte inadempiente può giungere ad un immediato adempimento spontaneo o, comunque, dialogare con l’altra parte al fine di giungere ad una soluzione bonaria.

Una soluzione stragiudiziale della questione metterebbe al riparo, entrambe le parti, dai lunghissimi tempi di giustizia necessari, ad oggi, per dirimere una questione con l’ausilio del Giudice.

6. Elementi strutturali della diffida

La redazione materiale della diffida può essere scomposta in tre parti:

  • Nella prima parte vengono indicate le qualità dello scrivente, che potrà essere o la diretta parte interessata o il legale incaricato dalla parte interessata;
  • Nella seconda parte, quella centrale, viene riportata una chiara esposizione dei fatti per cui si invia diffida e i motivi a sostegno della richiesta;
  • Nella terza parte, viene formalizzato in maniera scritta l’invito ad adempiere, indicando il termine entro il quale farlo, e un sintetico avvertimento sulle conseguenze relative ad un mancato adempimento.

Note

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