Cambiale: caratteristiche e requisiti

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Le cambiali sono uno dei titoli di credito più utilizzati dal popolo italiano. Quali sono le caratteristiche dalla cambiale? Quanti tipi di cambiale ci sono?

1. Introduzione

Lo strumento della cambiale è disciplinato da una apposita legge, la c.d. legge cambiaria ovvero dal Regio decreto n. 1669 del 14 dicembre 1933(1).
La cambiale è un titolo di credito all’ordine, contenente una dichiarazione che si concreta in un ordine o in una promessa di pagamento.
L’effetto cambiario consiste in un modello prestampato dall’amministrazione finanziaria e che può essere acquistato presso i rivenditori di valori bollati.

2. Caratteristiche della cambiale

La cambiale si contraddistingue rispetto agli altri titoli di credito poiché si tratta di un titolo con le seguenti caratteristiche:

  • è all’ordine, trasferibile mediante girata;
  • è rigorosamente formale e, per questo, dovrà redigersi nella forma e con i requisiti essenziali previsti dalla legge;
  • è a “letteralità completa” ovvero dal testo stesso della cambiale sono desumibili tutti gli elementi del diritto cartolare;
  • si ricollega a diverse tipologie di obbligazioni autonome e solidali tra loro;
  • è astratta, cioè non è in alcun modo riportato il motivo per cui è stato sottoscritto un determinato effetto cambiario;
  • è immediatamente esecutiva ovvero il possessore legittimo di una cambiale insoluta può agire direttamente con atto di pignoramento.

Dai caratteri distintivi fin qui descritti, si evince la facilità con cui la cambiale possa essere generata e la rapidità con cui il creditore possa agire nei confronti del debitore a tutela della somma corrisposta in suo favore.
La cambiale potrà essere integrata dalla garanzia accessoria definita “avallo” che consiste in una firma di garanzia posta sul titolo da un soggetto a favore di un obbligato cambiario.

3. Tipi di cambiale

Le cambiali previste dalla c.d. legge cambiaria sono di due tipi: la cambiale tratta o il vaglia cambiario(3) (o pagherò). Meritano, infine, una trattazione separata, l’assegno circolare e l’assegno bancario.

3.1 Cambiale tratta

Le cambiali tratte prevedono l’ordine di pagamento di un soggetto (traente) nei confronti di un suo debitore (trattario) di pagare in favore di una terza persona (beneficiario o prenditore), portatore del titolo, la somma indicata al suo interno.
Per un corretta emissione di una cambiale tratta, ai sensi dell’art. 1 della legge cambiaria, essa dovrà contenere:

a. la denominazione di cambiale inserita nel contesto del titolo ed espressa nella lingua in cui esso è redatto;
b. l’ordine incondizionato di pagare una somma determinata;
c. il nome, il codice fiscale, il luogo e la data di nascita di chi è designato a pagare (trattario);
d. l’indicazione della scadenza;
e. l’indicazione del luogo di pagamento;
f. il nome di colui al quale o all’ordine del quale deve farsi il pagamento;
g. l’indicazione della data e del luogo dove la cambiale è emessa;
h. la sottoscrizione di colui che emette la cambiale (traente).

La cambiale tratta genera a sua volta, due tipi di rapporti:

  • rapporto di valuta: da corso all’emissione o negoziazione del titolo;
  • rapporto di provvista: in forza di esso il traente ordina al trattario di pagare la somma portata dal titolo al prenditore o ad un suo giratario. Questo rapporto può derivare da qualsiasi causa, ossia un rapporto contrattuale per il quale il trattario risulti debitore nei confronti del traente, o un rapporto di conto corrente o di apertura di credito, o una delegazione di pagamento. Il rapporto di provvista è, quindi, per sua natura extracambiario e diventa un rapporto cambiario solo con l’accettazione da parte del trattario.

3.2 Vaglia cambiario o pagherò

Il vaglia cambiario contiene la promessa resa da un soggetto di pagare, alla scadenza(2), la somma specificata al prenditore del titolo.
La corretta emissione del vaglia cambiario è disciplinato, invece, dall’art. 100 della legge cambiaria e dovrà contenere:

a. la denominazione del titolo inserita nel contesto ed espressa nella lingua in cui esso è redatto;
b. la promessa incondizionata di pagare una somma determinata;
c. l’indicazione della scadenza;
d. l’indicazione del luogo di pagamento;
e. il nome di colui al quale o all’ordine del quale deve farsi il pagamento;
f. l’indicazione della data e del luogo in cui il vaglia è emesso;
g. la sottoscrizione di colui che emette il titolo (emittente).

Ai sensi del medesimo articolo questo titolo di credito potrà denominarsi anche con pagherò cambiario o cambiale.

4. Scadenza della cambiale

In relazione alla data di scadenza, la cambiale potrà definirsi:

– a vista ovvero immediatamente esigibile perché scade nel momento in cui il portatore ne richiede il pagamento all’emittente o trattario (questo genere di cambiale deve in ogni caso essere presentata per il pagamento entro un anno dalla data di emissione);
– a certo tempo vista, scade dopo un certo tempo dall’accettazione;
– a certo tempo data, scade dopo che sia decorso un certo numero di giorni dall’emissione;
– a giorno fisso, scade nel giorno indicato.

4.1 Interessi cambiari

Secondo quanto previsto dall’art. 5 della legge cambiaria

“Nella cambiale pagabile a vista o a certo tempo vista il traente può disporre che la somma sia produttiva d’interessi. In qualunque altra specie di cambiale la promessa d’interessi si ha per non scritta.
Il tasso di interesse deve essere indicato nella cambiale; mancando tale indicazione, la clausola si ha per non scritta.
Gli interessi decorrono dalla data della cambiale quando non sia indicata una decorrenza diversa”.

È ammessa, quindi, la clausola eventuale relativa alla pattuizione degli interessi, solo nei casi in cui non sia possibile farne un calcolo preventivo e poterli, così includere nella somma unitaria scritta sul titolo.
I limiti di tale eventualità sono segnati dal tipo di scadenza dell’effetto cambiario. Infatti, in caso di scadenza a data indeterminata, il titolo potrà essere presentato per il pagamento in un momento non predeterminato, anche se contenuto entro un limite massimo: pertanto risulterà impossibile al momento dell’emissione, effettuare un calcolo preventivo che possa includere degli interessi nella quota capitale.
Per ragionamento inverso, in tutte le cambiali, sottoposte ad una delle scadenze a data determinata, essendo possibile calcolare in maniera preventiva gli interessi che saranno dovuti il giorno della scadenza, la clausola si considera non apponibile. Comunque, nei casi in cui è vietata l’apposizione della clausola d’interessi, le parti potranno comunque pattuire separatamente la corresponsione di interessi (patto extracambiario).
La clausola relativa agli interessi segue il titolo e sarà, pertanto, obbligatoria anche per i successivi firmatari del titolo.

5. Circolazione della cambiale

La modalità di trasferimento della cambiale è la girata, ovvero l’ordine impartito dal possessore attuale del titolo al debitore originario di pagare al nuovo prenditore della cambiale. Colui che impartisce l’ordine e consegna la cambiale è detto girante, mentre la persona che riceve la cambiale e a favore della quale è impartito l’ordine è detta giratario.
La girata viene sottoscritta dal girante sul retro della cambiale stessa.
Il momento iniziale della circolazione del titolo di credito è costituito dall’emissione ovvero dal momento in cui la cambiale esce dalla disponibilità del sottoscrittore.
La girata deve essere incondizionata, cioè non sottoposta a condizione sospensiva o risolutiva o di qualunque altra specie, non potendo sussistere incertezze sulla legittimazione cartolare e per questo, la condizione eventualmente apposta si ha per non scritta.
La girata dovrà essere altresì totale, in quanto la girata parziale infrange l’unità del diritto portato dal titolo. È possibile utilizzare la girata solo per una parte del credito cambiario nella eventualità in cui il credito residuo sia già stato pagato. Non ci si ritrova dinanzi ad una girata parziale nemmeno nell’ipotesi in cui la girata venga fatta a più giratari per l’intero e, quindi, senza suddivisione in quote.

6. Il protesto

Il rifiuto dell’accettazione o del pagamento dell’effetto cambiario alla sua scadenza, deve essere contestato con atto autentico.
Il protesto consiste nella solenne constatazione, effettuata mediante atto pubblico redatto da un notaio, un pubblico ufficiale o ufficiale giudiziario, circa il mancato pagamento della cambiale nel termine utile stabilita dalla natura dell’effetto cambiario.
Il protesto dell’effetto cambiario, se in regola sin dall’inizio con l’applicazione dei bolli, costituisce valido ed efficace titolo esecutivo per il valore totale del titolo di credito ovvero per la parte non pagata se il mancato pagamento è parziale. Il protesto deve essere fatto nei luoghi e contro le persone già indicate nella parte relativa al luogo di presentazione, pur se queste sono assenti o decedute. La funzione principale del protesto è quella di garantire al portatore del titolo l’esercizio dell’azione di regresso nei confronti dei debitori.
I pubblici ufficiali che hanno preso in carico la levata del protesto dovranno annotarlo nel loro repertorio e sul bollettino dei protesti cambiari custodito presso la camera di commercio e su appositi elenchi tenuti dalla cancelleria del tribunale accessibili a tutti.

Il protesto dovrà contenere, ai sensi dell’art. 71 della legge cambiaria:

  • la data;
  • le generalità del richiedente;
  • l’indicazione del luogo di presentazione;
  • l’oggetto delle richieste, il nome delle persone richieste, le risposte avute o i motivi per cui non ci sia stata risposta;
  • sottoscrizione del notaio o dell’ufficiale giudiziario o del segretario comunale;

Per più cambiali da pagarsi dalla stessa persona nello stesso luogo, il creditore può levare protesto con unico atto separato.

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