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L’impresa familiare e l’azienda coniugale

Con la riforma del diritto di famiglia viene riconosciuta una specifica tutela a coloro che prestano il proprio lavoro nell’ambito di un’impresa familiare. Prima della riforma, infatti, il lavoro familiare non godeva di alcun diritto e, di conseguenza, era causa di abusi in quanto veniva spesso svolto in maniera del tutto gratuita.
Del tutto differente è la disciplina dell’azienda coniugale in cui entrambi i coniugi ricoprono la qualità di imprenditori e il loro rapporto non è regolato dalla disciplina societaria bensì quella prevista per la comunione legale.

1. L’impresa familiare

L’impresa familiare, disciplinata dall’art. 230-bis del codice civile, è l’impresa nella quale collaborano con continuità il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado dell’imprenditore.
I caratteri distintivi dell’impresa familiare sono, quindi:

  • Il rapporto familiare;
  • La continuità dell’attività svolta all’interno dell’impresa. La prestazione di lavoro non deve avere i caratteri dell’occasionalità.

Anche se spesso impresa familiare e piccola impresa coincidono, è bene sottolineare che le due nozioni non sempre combaciano e che una non è il presupposto dell’altra.

1.1. Diritti patrimoniali

Ai componenti della famiglia che lavorano in modo continuato nell’impresa sono riconosciuti una serie di diritti patrimoniali e cioè:

  • Diritto al mantenimento;
  • Diritto di partecipazione agli utili a seconda del lavoro svolto;
  • Diritto sui beni acquistati con gli utili e sugli incrementi di valore dell’azienda, incluso l’avviamento;
  • Diritto di prelazione sull’azienda in caso di divisione ereditaria o trasferimento.

1.2. Diritti amministrativi

Per quanto riguarda l’ambito amministrativo, invece, è vi è diverso potere decisorio a seconda che si tratti di:

  • Decisioni relative alla gestione straordinaria: adottate a maggioranza dei familiari che compongono l’impresa (ciascun familiare ha diritto a un voto, l’imprenditore non prende pare alla votazione). In particolare, il diritto di partecipazione è trasferibile solo a favore degli altri membri della famiglia e con il consenso unanime dei familiari già partecipanti. È liquidabile in denaro nel caso di cessazione della prestazione di lavoro.
  • Decisioni relative alla gestione ordinaria: di esclusiva competenza dell’imprenditore. È l’unico responsabile nei confronti dei terzi per le obbligazioni contratte.

1.3. Natura giuridica

L’impresa familiare si configura come impresa individuale, tesi che sembra prevalere rispetto all’ipotesi di impresa collettiva. Dall’approvazione della teoria dell’impresa individuale ne deriva che i beni aziendali sono considerati di proprietà dell’imprenditore, mentre i diritti riconosciuti ai collaboratori familiari sono ritenuti diritti di credito verso l’imprenditore.

2. Azienda coniugale

L’azienda coniugale è un istituto del tutto diverso dall’impresa familiare. Vi sono tre tipologie di aziende coniugali:

  • Aziende coniugali gestite da entrambi i coniugi costituite dopo il matrimonio: questa tipologia di azienda coniugale si differenza dall’impresa familiare per il fatto che non vi è un solo imprenditore; entrambi i coniugi, infatti, ricoprono la carica di imprenditore.
    L’impresa coniugale è disciplinata dalla comunione legale e cioè gli atti di ordinaria amministrazione prevedono un potere disgiunto dei coniugi, quelli di straordinaria amministrazione richiedono invece il potere congiunto, i creditori possono rifarsi sui beni oggetto della comunione ma non possono preferirli a quelli aziendali e, qualora i beni comuni siano insufficienti ad estinguere il debito, essi possono rifarsi sui beni personali ma solo per metà del credito;
  • Aziende costituite prima o dopo del matrimonio e gestite da entrambi i coniugi dopo il matrimonio: entrambi i coniugi ricoprono la carica di imprenditori ma la disciplina della comunione legale, in questo caso, è applicata limitatamente agli utili e agli incrementi di impresa acquistati in comunione;
  • Aziende costituite prima del matrimonio e gestite da un solo coniuge dopo il matrimonio: è considerato imprenditore solo in coniuge titolare dell’impresa.

Note

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