Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email

Impresa artigiana

L’artigiano è la figura emblematica del piccolo imprenditore. L’impresa artigiana gode di una legislazione speciale che prevede dei criteri di identificazione che non coincidono in toto con i criteri contenuti nella definizione civilistica e fallimentare di piccolo imprenditore.

1. Imprenditore artigiano

“È imprenditore artigiano colui che esercita personalmente, professionalmente e in qualità di titolare, l’impresa artigiana, assumendone la piena responsabilità con tutti gli oneri e i rischi che si riferiscono alla sua direzione e gestione e svolgendo in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo”.
Questa è la definizione fornita dalla legge quadro sull’artigianato (Legge 433/1985) che oggi disciplina la figura dell’artigiano e che ha abrogato la precedente disciplina in vigore fino al 1956. Ciò che contraddistingue l’artigianato è il ruolo svolto dalla figura dell’artigiano non circoscritto alla sola gestione imprenditoriale: è richiesto che egli prenda parte personalmente e in maniera prevalente al processo produttivo.

2. La legge 860/1956

Inizialmente l’impresa artigiana era disciplinata dalla legge sull’artigianato (Legge 860/1956). La legge definiva artigiana l’impresa:

  • che aveva per scopo la produzione di beni o la prestazione di servizi, di natura artistica o usuale;
  • che era organizzata ed operava con il lavoro professionale, anche manuale, del suo titolare e, eventualmente, con quello dei suoi familiari;
  • il cui titolare aveva la piena responsabilità dell’azienda e assumeva tutti gli oneri e i rischi inerenti alla sua direzione e alla sua gestione.

La normativa speciale riservata all’impresa artigiana sostituiva la nozione contenuta nel codice civile: elemento fondamentale è in questo caso la natura artistica e usuale dei beni o servizi prodotti piuttosto che la prevalenza del lavoro familiare.

3. La Legge quadro sull’artigianato – Legge 443/1985

La legge 860/1956 sull’artigianato è stata abrogata dalla legge quadro per l’artigianato (Legge 443/1985). La nuova legge fornisce una definizione di impresa artigiana sulla base dei seguenti criteri distintivi:

  • Oggetto dell’impresa: è impresa artigiana l’impresa che svolge attività di produzione di beni, anche semilavorati, o di prestazione di servizi;
  • Ruolo dell’artigiano: costui svolge in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale. Non è richiesto che il suo lavoro prevalga sugli altri fattori produttivi.

La nuova legge, rispetto alla precedente, abolisce il riferimento alla natura artistica e usuale dell’attività produttiva e non pone limiti dimensionali: l’impresa può raggiungere grandi dimensioni purchè il personale dipendente lavori sotto la direzione dell’imprenditore artigiano.
Non è inoltre richiesto il requisito della prevalenza del lavoro proprio o familiare rispetto al lavoro di terzi e rispetto al capitale investito.
Ne consegue che le imprese artigiane possono assumere la forma di società cooperative, società in nome collettivo, società in accomandita semplice, società a responsabilità limitata. Sono escluse le società per azioni e le società in accomandita per azioni.

La legge quadro è a tratti in contrasto con la definizione di piccolo imprenditore contenuta nell’art. 2083 del codice civile: ai sensi della legge quadro possono esistere artigiani anche gli aventi caratteristiche di imprenditori commerciali. Ne deriva che la legge quadro non esclude l’impresa artigiana dal fallimento: occorrerà valutare se è rispettato il requisito della prevalenza contenuto dell’art. 2083 c.c. e non siano superati i limiti dimensionali imposti dalla legge fallimentare.
In altre parole, la legge non definisce l’impresa artigiana a tutti gli effetti ma ne fissa solo i principi direttivi: l’impresa artigiana è definita tale solo ai fini dei provvedimenti regionali. Perciò, la qualifica di imprenditore artigiano derivante dalla legge quadro non implica l’esonero dell’artigiano dallo statuto dell’imprenditore commerciale e, di conseguenza, dalla disciplina del fallimento.

Note

Office Advice Logo

Office Advice © 2020 – Tutti i diritti riservati