Il ricorso per ingiunzione

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su whatsapp
Condividi su telegram
Condividi su email

Il ricorso per ingiunzione consiste in un procedimento di carattere monitorio, ovvero di carattere sommario e senza l’instaurazione di un contraddittorio (c.d. inaudita altera parte), finalizzato ad ottenere un decreto ingiuntivo. Ma quali sono le caratteristiche principali dettate dal codice di procedura per l’introduzione di questo ricorso?

1. Cenni generali

Attraverso il ricorso per ingiunzione il creditore, di una somma di denaro o di una controprestazione, “chiede” al giudice competente, indicato dal codice di procedura civile, di intimare al debitore la corresponsione di quanto dovuto sulla base della documentazione allegata all’atto introduttivo del ricorso.
Quello che in sostanza viene espressamente richiesto è l’emissione di un decreto ingiuntivo che “ordina” al debitore di adempiere a quanto prescritto non oltre un determinato periodo di tempo.
La caratteristica principale di questo strumento giuridico consiste nell’opportunità data al creditore di ottenere un decreto di condanna in un arco temporale che, come vedremo in seguito, è piuttosto breve.

2. Requisiti di ammissibilità del ricorso per ingiunzione

La corretta introduzione del ricorso per ingiunzione è subordinata a specifiche condizioni di ammissibilità che sono espressamente elencate dall’art. 633 c.p.c.
Il requisito principale di ammissibilità del ricorso è che questo debba essere fondato su prova scritta.
La prova scritta dovrà contenere, a sua volta, la caratteristica del credito vantato, che può consistere in:

  • Una somma liquida determinata nel suo ammontare;
  • Una quantità di cose fungibili determinate nel suo ammontare;
  • Un diritto a ricevere la consegna di una cosa mobile determinata.

Alcune figure professionali indicate dal medesimo articolo, possono però presentare ugualmente il ricorso senza dover altresì allegare la prova scritta indicata in precedenza.

Tali figure corrispondono a quelle di:

  • Avvocati;
  • Cancellieri;
  • Ufficiali giudiziari

Che hanno prestato la propria opera professionale all’interno di un processo.
Anche i notai rientrano, infine, tra le figure che possono non allegare la prova scritta, purché si tratti di onorari riconosciuti da tariffari o per rimborsi spese.

2.1 Il requisito della prova scritta

L’importanza primaria che viene posta alla base del ricorso per ingiunzione è che il decreto di condanna richiesto al giudice sia fondato su prova scritta.
Per questo motivo, gli articoli 634 ss. del codice di procedura civile propongono una prima interpretazione su cosa deve intendersi esattamente per prova scritta.
Sono ritenute, infatti, valide prove scritte per l’art. 634 c.p.c.:

  • Le polizze;
  • Le promesse unilaterali per scrittura privata;
  • I telegrammi;
  • Estratti autentici e scritture contabili previste dall’art. 2214 c.c. (purché tenute nelle forme prescritte dalle legge, ovvero bollate vidimate).

Il successivo articolo 635 del codice di procedura civile, invece, prevede l’ipotesi dei crediti dello Stato, indicando come prove idonee alla richiesta di emissione del decreto ingiuntivo, i libri o registri dell’amministrazione.
L’articolo 636 c.p.c., infine, disciplina l’ipotesi degli onorari spettanti agli avvocati, cancellieri e ufficiali giudiziari, chiarendo che, sebbene si tratti degli unici casi in cui non sia necessaria la prova scritta, l’introduzione del procedimento monitorio dovrà essere, comunque, accompagnato dalla parcella contenente spese e prestazioni, munite della sottoscrizione del ricorrente e relativo parere della associazione professionale di riferimento.

3. Atto introduttivo del ricorso per ingiunzione

Il ricorso dovrà essere redatto secondo i criteri indicati dall’art. 125 c.p.c. e, quindi, al pari dell’atto di citazione, del controricorso e del precetto dovrà contenere:

  • L’indicazione delle parti;
  • L’ufficio giudiziario;
  • L’oggetto;
  • Le ragioni della domanda;
  • Le conclusioni o l’istanza;
  • L’indicazione del procuratore del ricorrente.

Inoltre, per le disposizioni indicate dagli artt. 633 ss. c.p.c., l’atto introduttivo dovrà altresì contenere:

  • Le prove a sostegno della domanda;
  • In caso di richiesta di consegna di cose fungibili, dovrà essere indicata la somma che il ricorrente sarà disposto ad accettare in caso di mancata consegna.

3.1 Giudice competente

Con riguardo all’autorità giudiziaria presso la quale depositare il ricorso, l’articolo 637 del codice di procedura civile rimanda agli ordinari criteri di competenza per valore e per territorio e, quindi, l’atto potrà essere depositato o presso il Giudice di Pace o presso il Tribunale in composizione monocratica.
Per i crediti vantati dai professionisti indicati nei commi 2 e 3 dell’art. 633 c.p.c. è competente l’ufficio giudiziario che ha deciso la causa alla quale il credito si riferisce.

4. Deposito del ricorso ed effetti

Il ricorso, insieme alla documentazione che si intende fornire in allegato, deve essere depositato presso la cancelleria dell’autorità giudiziaria competente.
Il giudice, poi, sulla base degli elementi forniti dal ricorrente  potrà:

  • Rigettare la domanda: l’art. 640 c.p.c. dispone che se il giudice non ritiene sufficientemente motivata la richiesta di emissione del decreto ingiuntivo, potrà rigettare il ricorso con decreto motivato;
  • Accogliere la domanda: l’art. 641 c.p.c. dispone che, verificata dal giudice la sussistenza delle condizioni previste dagli artt. 633. e ss. c.p.c., può emettere decreto di ingiuntivo verso il debitore, intimandolo di adempiere al pagamento del debito indicato nel ricorso altrimenti, decorso infruttuosamente il termine indicato nel decreto medesimo, il creditore potrà procedere all’esecuzione forzata.

5. Termini di adempimento per il debitore

Il termine generale, previsto dal codice di procedura civile, per adempiere all’intimazione contenuta dal decreto ingiuntivo è di 40 giorni dalla data della sua stessa emissione.
Tuttavia, qualora dovessero ricorrere giustificati motivi, il termine potrà essere ridotto fino a 10 giorni.
Nel caso in cui, invece, il debitore risiede in altro stato facente parte della comunità europea, il termine è prolungato a 50 giorni e può essere ridotto (per gravi motivi) a non meno di 20.
Per gli stati extracomunitari, invece, il termine è di 60 giorni, riducibile per cause particolari a 30 giorni.

Codici e leggi

CEDU (Convenzione Europea dei Diritti Umani)

Codice Ambiente

Codice Antimafia

Codice Civile

Codice Crisi d’Impresa

Codice dei Beni Culturali

Codice dei Contratti Pubblici

Codice del Consumo

Codice del Terzo Settore

Codice del Turismo

Codice dell’Amministrazione Digitale

Codice della Navigazione

Codice della Strada

Codice delle Assicurazioni

Codice delle Comunicazioni Elettroniche

Codice di Procedura Civile

Codice di Procedura Penale

Codice Giustizia Contabile

Codice Penale

Codice Processo Amministrativo

Codice Processo Tributario

Codice Proprietà Industriale

Codice Rosso

Costituzione

Decreto Cura Italia

Decreto Legge Balduzzi

Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

Disposizioni attuazione Codice Civile e disposizioni transitorie

Disposizioni di attuazione del Codice di Procedura Civile

Disposizioni di attuazione del Codice Penale

DPR 445 – 2000

GDPR (679/2016)

Legge 68 del 1999 (Norme per il diritto al lavoro dei disabili)

Legge Basaglia

Legge Bassanini

Legge Di Bella

Legge Diritto d’Autore

Legge Equo Canone

Legge Fallimentare

Legge Gelli-Bianco

Legge Mediazione

Legge Pinto

Legge sul Divorzio

Legge sul Processo Amministrativo

Norme di attuazione del Codice di Procedura Penale

Preleggi

Statuto dei Lavoratori

Statuto del Contribuente

Testo Unico Bancario

Testo Unico Edilizia

Testo Unico Enti Locali

Testo Unico Espropri

Testo Unico sull’immigrazione

Testo Unico Imposte sui Redditi

Testo Unico Iva

Testo Unico Leggi Pubblica Sicurezza

Testo Unico Sicurezza Lavoro

Testo Unico Stupefacenti

Testo Unico sul Pubblico Impiego

Altre leggi