Il reato di rissa nel nostro ordinamento penale

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Il reato di rissa è stata ricondotto tra le fattispecie delittuose, con l’introduzione del codice Rocco.
Questa ipotesi di reato è stata introdotta con il fine di tutelare, in forma anticipata, i beni della vita o dell’incolumità individuale. Ciò sulla base del presupposto che la rissa corrisponda ad un atto idoneo a provocare una esposizione a pericolo.

1. Riferimento normativo

La norma che disciplina il reato di rissa è contenuta nell’articolo 588 del codice penale, il quale al primo comma chiarisce che l’individuo che partecipa ad una rissa è punito con la multa fino a 309 euro.
Per rissa, l’orientamento maggiormente diffuso in dottrina, intende “una violenta contesa con più centri di aggressione e la partecipazione di gruppi contrapposti formati almeno da due persone”.
In sintesi si tratta dello scambio reciproco di atti di violenza fra più persone.

2. Circostanze aggravanti

Le circostanze aggravanti per il reato di rissa sono contenute nel secondo comma dell’art. 588 c.p. Infatti, ai sensi del medesimo comma, costituiscono motivo di aggravio le seguenti circostanze:

  • Se al termine della rissa un soggetto rimane ucciso o riporta una lesione personale, tutti i partecipanti sono comunque soggetti ad una pena minima di tre mesi e massima di cinque anni;
  • L’aggravio di pena fino a cinque anni si applica anche nel caso in cui la morte o la lesione personale avviene subito dopo la rissa e comunque come conseguenza.

Poiché nel caso di rissa molto raramente non vi sono conseguenze sul piano delle lesioni personali, la mera applicazione del primo comma dell’articolo in esame risulta di rarissima applicazione.

3. Elemento oggettivo

Costituisce elemento oggettivo del reato la condotta posta in essere dal soggetto agente finalizzata alla partecipazione attiva all’interno della rissa.
La partecipazione alla rissa può considerarsi avvenuta anche tramite offesa a distanza come, per esempio, attraverso il lancio di oggetti contundenti o colpi di arma da fuoco.
Non si considera, invece, partecipazione alla rissa l’ipotesi in cui un soggetto apporta un aiuto da esterno ad un partecipante come, ad esempio, nel caso in cui presti un’arma o provochi istigazione.

4. Elemento soggettivo

L’elemento soggettivo del reato di rissa è costituito dal dolo generico, quindi, dal fatto che il soggetto agente abbia partecipato con coscienza e volontà ad uno scambio reciproco di atti violenti.

5. Aggressione da parte di una sola parte

Nel caso in cui l’aggressione avvenga da parte di uno solo dei gruppi contrapposti, e dall’altra parte si reagisca anche in modo violento ma solo per difendersi dall’aggressione, la rissa non si configura.
Si verifica invece il reato di aggressione con le conseguenze del caso.

6. Ultime dalla Corte di Cassazione

È inapplicabile al reato di rissa la causa di giustificazione della legittima difesa, considerato che i corrissanti sono ordinariamente animati dall’intento reciproco di offendersi ed accettano la situazione di pericolo nella quale volontariamente si pongono, con la conseguenza che la loro difesa non può dirsi necessitata; essa può, tuttavia, essere eccezionalmente riconosciuta quando, sussistendo tutti gli altri requisiti voluti dalla legge, vi sia stata un’azione assolutamente imprevedibile e sproporzionata, ossia un’offesa che, per essere diversa a più grave di quella accettata, si presenti del tutto nuova, autonoma ed in tal senso ingiusta. (Cass. Sez. V penale, sentenza del 14 maggio 2020 n. 15090)

Il reato di rissa richiede la condotta di due gruppi contrapposti che agiscano con la vicendevole volontà di attentare all’altrui incolumità, presupposto che non è integrato qualora un gruppo di persone assalga altri soggetti che fuggano dall’azione violenta posta in essere ai loro danni. (In motivazione, la Corte ha precisato che il reato di cui all’art.588 cod.pen. richiede la partecipazione di almeno tre persone, in quanto rileva anche la contrapposizione tra due soggetti contro una sola persona). (Cass. Sez. VI penale, sentenza del 15 aprile 2020 n. 12200)

Ai fini della configurabilità del reato di rissa sono necessarie la partecipazione di almeno tre persone e l’individuazione, nella contesa, di più centri di aggressione reciprocamente confliggenti, ciascuno dei quali può essere composto anche da una sola persona. (Cass. Sez. V penale, sentenza del 9 aprile 2019 n. 19962)

Note