Il processo civile

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Il processo civile o causa civile consiste in un procedimento che si svolge dinanzi a uno o più giudici ed è finalizzato alla risoluzione di controversie tra due o più parti.
La causa civile inizia per l’impulso di una delle parti di causa che, con una richiesta presentata all’organo giurisdizionale competente, chiede di giudicare su uno o più fatti accaduti con un’altra parte, che viene per questo chiamata in causa (o più parti).
All’esito della causa civile, il giudice pronuncerà una sentenza, “in nome del popolo italiano”, che sancirà, definitivamente la ragione e il torto in capo alle parti coinvolte nella causa, sulla base delle leggi previste dal nostro ordinamento.

1. Principi del processo civile

Il processo civile fonda su una serie di principi indicati sia dalla nostra Costituzione, sia dal nostro codice civile.

1.1 Principi Costituzionali

Partendo dalla Costituzione della Repubblica Italiana, i più rilevanti principi rivolti al processo civile in generale sono elencati dagli artt. 24, 25 e 111 Cost..

  • L’art. 24 della Costituzione indica il principio dell’inderogabile diritto di difesa all’interno di un processo. Quindi, la difesa legale deve essere garantita anche ai non abbienti che, in tali situazioni, vengono supportati dal gratuito patrocinio a spese dello Stato;
  • L’art. 25 della Costituzione indica il principio secondo cui nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge. Questo principio serve a garantire che l’organo giudicante dinanzi al quale deve svolgersi una controversia, non può essere rimesso a valutazioni discrezionali di un singolo giudice ma deve essere individuabile già da prima che una causa abbia inizio. Altro principio costituzionalmente garantito dal medesimo articolo è quello che nessuno può essere punito ai sensi di una legge intervenuta in data successiva a quella in cui è stato commesso un fatto.
  • L’art. 111 della Costituzione, infine, fornisce una serie di prescrizioni volte a garantire un giusto processo, quali ad esempio:

– garanzia di contraddittorio delle parti;
– le parti devono disporre degli stessi strumenti processuali;
– il processo deve avere una ragionevole durata (la c.d. Legge Pinto determina l’indennizzo dovuto al cittadino in caso di irragionevole durata);
– I provvedimenti adottati dal giudice devono essere motivati.

1.2 Principi del codice civile

Il codice civile, invece, indica i seguenti principi relativi al processo civile:

  • L’art. 2907 c.c. chiarisce il principio secondo cui la tutela giudiziaria avviene solo su iniziativa della parte e, solo eccezionalmente, può essere intrapresa direttamente dal PM;
  • L’art. 2697 c.c. indica il principio secondo cui chiunque vuol far valere un proprio diritto in giudizio è tenuto a provare i fatti a sostegno delle proprie pretese (onere della prova).

1.3 Principi del codice di procedura civile

Una importante quantità di principi relativi al processo civile ci vengono, infine, forniti dal codice di procedura civile.
Il predetto codice (per gli scarsi conoscitori della materia) costituisce una regolamentazione dettagliata sulle modalità di svolgimento di un processo civile ed i più importanti principi in esso contenuti, possono essere sintetizzati nel modo seguente:

  • Per l’effetto dell’art. 101 c.p.c., nel rispetto del c.d. diritto al contraddittorio tra le parti, al giudice non è consentito decidere su una domanda se non è stata data, a tutte le parti coinvolte nella causa, la possibilità di intervenire personalmente;
  • L’art. 112 c.p.c. richiama al rispetto del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, non consentendo al giudice di estendere il proprio giudizio su questioni per le quali non è stata richiesta la decisione;
  • L’art. 113 c.p.c., invece, obbliga il giudice a decidere secondo diritto e, quindi, non basandosi sul proprio parere personale;
  • L’art. 115 c.p.c. chiarisce che la disponibilità delle prove nel processo deve essere un affare demandato esclusivamente alle parti coinvolte in causa. Il giudice, inoltre, deve essere tenuto ad applicare la legge sulla base delle prove fornite dalle parti in causa. In assenza di prove, quindi, il giudice non potrà decidere accogliendo le richieste di tutela giurisdizionale presentate dalle parti;
  • L’art. 116 c.p.c., infine, lascia al giudice la possibilità di valutare le prove secondo il proprio prudente apprezzamento, salvo che la legge disponga in modo diverso.

2. Tipologie di processo

Il processo civile, in generale, si suddivide in 3 macro-aeree a seconda del tipo diritto per cui si chiede tutela e per il relativo tipo di procedimento utilizzabile. Il processo potrà essere, quindi:

  • Di cognizione: consiste in quel genere di procedimento volto a rendere accertabile, da parte del giudice, la situazione di fatto intercorrente tra le parti coinvolte in causa e, attraverso le norme giuridiche del nostro ordinamento, dirimere la questione con sentenza;
  • Di esecuzione: consiste nella mera soddisfazione di un credito vantata da una parte sulla base di un valido titolo esecutivo già esistente prima della introduzione del procedimento;
  • Cautelare: è un processo di “pronta spedizione” utile nel caso in cui sia necessario tutelare in maniera rapida un determinato diritto o un determinato bene che potrebbe subire delle alterazioni nel lasso di tempo necessario per esperire un normale procedimento di cognizione. Per utilizzare questo genere di procedimento è necessario che sussistano i requisiti di fondatezza della domanda e la tutela di gravi e irreparabili danni derivanti dall’utilizzo di un procedimento alternativo.