Il domicilio

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Domicilio: in che modo è disciplinato dal nostro ordinamento giuridico?

1. Cenni sul domicilio generale

La nozione generale di domicilio è contenuta nell’art. 43 del codice civile che al I° comma spiega appunto che per domicilio si intende il luogo in cui una persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari o interessi.
La dottrina nel tempo ha avuto modo di chiarire che per interessi non dovranno intendersi solo quelli economici o patrimoniali, ma dovranno essere altresì ricompresi gli interessi morali, sociali e familiari, che confluiscono normalmente nel luogo ove la persona viva con la propria famiglia.
Per i minori di età il domicilio si rinviene nel luogo di residenza della famiglia o quella del tutore. Per gli interdetti, invece, il domicilio si rinviene nel luogo in cui risiede il tutore.

2. Cenni sul domicilio speciale

Oltre all’ipotesi di domicilio generale prevista dall’art. 43 del codice civile, è prevista la possibilità, ai sensi del successivo art. 47 c.c. di eleggere domicilio speciale per il compimento di determinati atti o affari. È tipico, in tal senso, il caso dell’elezione di domicilio presso lo studio legale dell’avvocato al quale è stato conferito incarico di difesa.
Per la corretta individuazione del domicilio speciale è espressamente richiesta la forma scritta ad substantiam.
L’elezione del domicilio speciale è un atto giuridico unilaterale idoneo a produrre i suoi effetti indipendentemente dall’accettazione o dal consenso del domiciliatario (cfr. cass. 03/1219).

3. Differenza tra domicilio e residenza

Ai sensi del 2° comma dell’art. 43 del codice civile la residenza è determinata dalla abituale e volontaria dimora di un soggetto in un determinato luogo, cioè dall’elemento obiettivo della permanenza in tale luogo e dall’elemento soggettivo dell’intenzione di abitarvi stabilmente, rivelata dalle consuetudini di vita e dallo svolgimento di normali relazioni sociali.
A differenza del domicilio, che come abbiamo visto può non essere singolo, un individuo non può avere una pluralità di residenze. La residenza di un soggetto è indicata nel registro anagrafico del comune in cui risiede.Il domicilio, invece, non è soggetto a registrazione obbligatoria presso pubblici registri.
Ai fini della validità di una notificazione, questa non si intenderà correttamente compiuta se dovesse essere recapitata presso il domicilio del destinatario anziché presso la residenza.
Inoltre sarà presso il comune di residenza che il soggetto potrà scegliere il medico di famiglia e votare e non presso il comune in cui ha il domicilio e che, come già visto, non è detto che coincida con la residenza.