Diritto alla salute

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Il diritto alla salute è previsto dalla madre di tutte le fonti del diritto, ovvero l’art. 32 della Costituzione. Ai sensi del predetto articolo, infatti, “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.
Tale voce di diritto è stata oggetto di diverse interpretazioni in dottrina. Di seguito riassumeremo come si è giunti all’attuale concezione giuridica di “diritto alla salute”.

1. Cenni generali sul diritto alla salute

Per definizione dell’organizzazione mondiale della sanità, con diritto alla salute si deve intendere il diritto ad un completo benessere fisico, mentale e sociale.
Come accennato nel libello introduttivo, tale tipologia di diritto è prevista direttamente dalla nostra Carta Costituente che lo annovera, appunto, tra i diritti inviolabili della persona.
Il diritto alla salute dovrà quindi intendersi come un diritto inviolabile e assoluto che dovrà essere seguito da un obbligo, in capo a terze persone, di astenersi dal compimento di atti lesivi del diritto stesso.

2. Il concetto di integrità psicofisica

Il diritto alla salute coincide con il diritto all’integrità psicofisica. Con riferimento all’integrità fisica è sempre la Costituzione, tramite l’articolo 5, a garantire miglior tutela. In questo caso la disposizione costituzionale prevede l’obbligo di astensione dal compimento di atti dispositivi del proprio corpo, qualora da essi derivi una diminuzione permanente dell’integrità fisica o che siano comunque contrari alla legge, al buon costume e all’ordine pubblico.
Tale obbligo, pende anche in capo a terzi. Infatti, anche loro sono obbligati a non porre in essere atti lesivi del corpo altrui, altrimenti saranno assoggettati alla legge penale e al risarcimento del danno in sede civile.

3. Il diritto all’assistenza sanitaria

Per diritto alla salute non dovrà intendersi soltanto quello che direttamente riguarda il proprio corpo o la propria psiche; infatti, dovrà essere ricompreso nel diritto alla salute anche tutto quello che è necessario per garantire una sua tutela. Sotto questo aspetto, quindi, l’assistenza sanitaria deve essere ricompresa come accezione collaterale del diritto alla salute ed, essendo la sanità un “affare” di carattere pubblico, lo Stato con la legge 833/1978 ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale che è tenuto a garantire ai propri cittadini la miglior forma di assistenza a tutela della propria salute.

4. Il diritto alla non sofferenza

Anche il diritto alla non sofferenza rientra nel più grande novero del diritto alla salute. Sul punto il dibattito è ancora molto aperto in dottrina ma, con l’introduzione della legge n. 38 del 2010, è stato disciplinato l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore. Come indicato dal primo articolo, infatti, “La presente legge tutela il diritto del cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore. È tutelato e garantito, in particolare, l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore da parte del malato”.
In questo caso per malato dovrà intendersi la persona affetta da una patologia ad andamento cronico ed evolutivo, per la quale non esistono terapie o, se esse esistono, sono inadeguate o sono risultate inefficaci a fini della stabilizzazione della malattia o di un prolungamento significativo della vita, nonchè la persona affetta da una patologia dolorosa cronica da moderata a severa.
In tale circostanza, quindi, per diritto alla salute non potrà intendersi il mantenimento o ripristino di una buona condizione di salute, ma bensì il diritto a non patire il dolore.

5. Il diritto alla salute sul luogo di lavoro

La concezione costituzionale del diritto alla salute è stata da subito estesa anche a tutti i luoghi in cui si esercita una attività lavorativa. Da ultimo, con il d. lgs. n. 81 del 2008 il legislatore ha voluto creare un definitivo testo unico recante disposizioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro.
Nel predetto testo unico vengono inquadrati tutti gli obblighi a cui è sottoposto il datore al fine di garantire il miglior ambiente lavorativo possibile per tutelare la salute dei propri lavoratori.

Note