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L’associazione in generale

La libertà di associarsi tra individui per il perseguimento di uno scopo comune è un diritto garantito dalla nostra costituzione. L’art. 18 della costituzione italiana indica, infatti, che i cittadini italiani hanno il diritto di associarsi liberamente chiaramente per fini che non siano vietati dalla legge. Cosa si intende, quindi, in concreto per l’ordinamento giuridico italiano per “associazione riconosciuta”? A quali normative fa riferimento? Cosa si intende per statuto o atto costitutivo? Quali sono le differenze tra associazione riconosciuta e associazione non riconosciuta?

1. Cenni sull’associazione in generale

La costituzione di un’associazione avviene per soddisfare l’intento di determinati individui di riunirsi al fine di perseguire in maniera congiunta una predeterminata finalità, purché non sia di carattere prettamente economico. Requisito importante ed essenziale è, quindi, che la finalità non sia per scopo di lucro e tantomeno economica in senso lato. Nelle predette ipotesi, infatti, bisognerebbe costituire una società, un consorzio o stipulare altro tipo di contratto. La preclusione non vale con riguardo al tipo di attività esercitata, che può essere anche di carattere economico, ma si badi bene a non confondere l’attività esercitata con lo scopo finale.

Le associazioni consistono, dunque, in organizzazioni stabili di più individui che si accordano tra loro per perseguire fini comuni. La vita dell’associazione viene scandita dallo statuto, uno strumento essenziale dell’attività associativa che prevede gli organi sociali, i fini, i diritti e doveri dei soci, l’amministrazione dei beni, ecc.

Sebbene la libertà di associazionismo sia abbastanza ampia e fortemente tutelata dal nostro ordinamento giuridico, sono previsti in maniera tassativa dall’art. 18 Cost. alcuni limiti in relazione allo scopo per cui si intende associarsi. È infatti indicata l’impossibilità di associarsi per fini contrari alla legge penale e che, in altre parole, vuol dire che non sono consentite le associazioni per delinquere che costituiscono, anzi, apposita fattispecie di reato prevista dall’art. 416 del codice penale.

Sono altresì vietate ai sensi del 2° comma dell’art. 18 Cost. le associazioni segrete e le associazioni che perseguono scopi politici mediante organizzazioni militari.

Per associazioni segrete si intendono quelle che nascondono qualcuno dei propri elementi costitutivi e che lasciano presagire, quindi, il perseguimento di finalità illecite.

Le associazioni riconosciute sono dotate di personalità giuridica e godono, quindi di autonomia patrimoniale perfetta e il suo riconoscimento è conseguente all’iscrizione nel registro delle persone giuridiche istituite presso le prefetture e le Regioni (ai sensi del D.P.R. n. 361 del 10 febbraio 2000).

2. Atto costitutivo e statuto

Il capo II del libro primo del codice civile che disciplina le associazioni in generale esordisce con l’art. 14 c.c. indicando che le associazioni, al pari delle fondazioni, devono essere costituite con atto pubblico. Lo statuto e l’atto costitutivo di un’associazione costituiscono espressione di autonomia negoziale, nell’ambito di un fenomeno in cui il perseguimento di interessi comuni costituisce oggetto di un impegno contrattualmente assunto dai singoli associati. In buona sostanza l’atto costitutivo dovrà contenere ai sensi del successivo art. 16 c.c.:

  • La denominazione dell’ente;
  • L’indicazione dello scopo;
  • L’indicazione del patrimonio;
  • La sede;
  • Le norme sull’ordinamento e sull’amministrazione;
  • Diritti ed obblighi degli associati;

L’associazione riconosciuta gode di autonomia patrimoniale perfetta il che vuole dire che il patrimonio degli associati resta separato da quello dell’ente e, quindi, delle sue obbligazioni ne risponderà soltanto con il suo patrimonio lasciando intaccato quello degli associati.

3. Assemblea dei soci

È espressamente disciplinata dal codice civile anche l’assemblea degli associati, che consiste in un riunione, appunto, di tutti gli associati per trattare determinate questioni di interesse dell’associazione. L’art. 20 c.c. prevede l’obbligo di convocazione dell’assemblea da parte degli amministratori almeno una volta l’anno per l’approvazione del bilancio annuale. Prevede altresì l’obbligo di convocazione ogni qualvolta si ravveda la necessità di deliberare su qualcosa di inerente allo scopo associativo o quando sia stata espressamente richiesta da almeno un decimo degli associati.

Le deliberazioni dell’assemblea dovranno essere prese a maggioranza di voti con la presenza di almeno la metà degli associati. Se non in prima convocazione non viene raggiunta la presenza della metà degli associati, alla successiva convocazione la deliberazione si intenderà valida qualunque sia il numero degli associati.

Eventuali deliberazioni contrarie al nostro ordinamento giuridico, all’atto costitutivo o allo statuto potranno essere annullate su istanza degli organi dello stesso ente, di qualunque associato o dal pubblico ministero.

4. Ammissione, recesso ed esclusione del socio

Nelle associazioni riconosciute le condizioni di ammissione e di esclusione sono in genere previste dallo statuto. L’art. 24 c.c. indica alcune regole in relazione al recesso, all’esclusione e alla trasmissione della qualità di associato.

La qualità di associato non può essere oggetto di trasferimento, a meno che siffatta ipotesi non sia espressamente prevista dall’atto costitutivo o dallo statuto. Le condizioni per l’ammissione di nuovi membri devono essere stabilite dagli accordi degli associati e normalmente si rinvengono già nell’atto costitutivo.

Con riferimento al recesso, invece, il singolo associato può sempre esercitare il relativo diritto se non ha assunto in precedenza l’obbligo di fare parte dell’associazione per un determinato periodo di tempo. La dichiarazione di recesso dovrà essere comunicata per iscritto dagli amministratori e ha effetto con lo scadere dell’anno in corso, purché sia fatta almeno tre mesi prima.

L’esclusione di un associato è invece deliberata dall’assemblea per motivi definiti dalla legge come gravi. È altresì possibile che esista una clausola che comporti una esclusione di diritto, ovvero una previsione statutaria automatica della perdita della qualità di associato a seguito del verificarsi di determinati fatti. In caso di esclusione l’associato potrà sempre ricorrere all’autorità giudiziaria entro sei mesi dal giorno in cui gli è stata notificata la deliberazione.

Nei casi in cui l’associato cessi di appartenere all’associazione non avrà più alcun diritto sul patrimonio dell’associazione.

5. Differenza tra associazione riconosciuta e associazione non riconosciuta

La differenza sostanziale che intercorre tra l’associazione patrimoniale riconosciuta e l’associazione patrimoniale non riconosciuta sta nel fatto che quest’ultimo tipo di associazione non è identificabile come persona giuridica e, per tale motivo, non godrà di autonomia patrimoniale perfetta. Per quest’ultima previsione, quindi, qualora il patrimonio dell’associazione non riconosciuta non sia sufficiente a sostenere le obbligazioni assunte, per queste continueranno a risponderne i singoli associati. L’art. 38 c.c. prevede espressamente che qualora non sia sufficiente il fondo comune per rispondere dell’obbligazione assunta dagli associati, di questa ne risponderanno anche personalmente e solidalmente le persone che hanno agito in nome e per conto dell’associazione.

Le associazioni non riconosciute non sono assoggettate a particolari obblighi di forma. In generale comunque non è escluso che gli associati possano decidere di utilizzare la forma della scrittura privata autenticata o dell’atto pubblico.

Le associazioni riconosciute, come già accennato in precedenza, godono di autonomia patrimoniale perfetta (quindi è messo in salvo il patrimonio dei singoli associati) e il loro riconoscimento è stato concesso dalla competente autorità mediante l’iscrizione nel registro delle persone giuridiche (adempimento che comporta anche funzioni di pubblicità).

6. Estinzione e liquidazione dell’associazione

L’estinzione dell’associazione è prevista dall’art. 27 c.c. il quale indica, appunto, che l’associazione si estingue per le cause previste nell’atto costitutivo e nello statuto, quando lo scopo è stato raggiunto o è divenuto impossibile ed, infine, quando vengono a mancare tutti gli associati.

Arrivati all’estinzione dell’associazione occorrerà occuparsi della liquidazione del patrimonio della persona giuridica.

Le modalità di liquidazione del patrimonio dell’associazione sono fissate dall’atto costitutivo. Qualora non ci sia stata una previsione statutaria sulle sorti del patrimonio dell’associazione si osserveranno le deliberazioni dell’assemblea che ha stabilito il suo scioglimento e se, anche in tale ultima circostanza, non è stato deliberato nulla con riguardo alla liquidazione del patrimonio, vi provvederà l’autorità governativa.

Il 3° comma dell’art. 31 c.c. pone, infine, una importante tutela nei confronti di eventuali creditori dell’ente che non siano intervenuti nella fase di liquidazione dell’associazione. Per loro, infatti, è prevista la possibilità di soddisfare il loro credito chiedendo il pagamento a coloro ai quali i beni sono stati devoluti in proporzione e nei limiti di ciò che hanno ricevuto (diritto da esercitarsi, ovviamente, nei termini previsti dalla legge).

Tabella consuntiva

Atto costitutivo Statuto
Indicazione della data dell’assemblea di costituzione. Denominazione dell’associazione.
I dati anagrafici dei soci fondatori:
Nome, Cognome, Codice Fiscale, Residenza e/o domicilio.
Indirizzo della sede legale.
Denominazione dell’associazione. Lo scopo associativo.
L’oggetto sociale. Indicazione del patrimonio dell’associazione.
Azioni e/o servizio per raggiungere le finalità associative. Regolamento sulla gestione interna dell’associazione e sull’amministrazione della stessa.
Composizione del Consiglio Direttivo dell’associazione. Doveri, diritti e condizioni di ammissione per gli associati.
L’allegato contenente lo Statuto. Regolamento relativo all’estinzione dell’associazione.
Le firme dei soci fondatori. Regolamento relativo alla donazione del patrimonio residuo.

Elementi fondamentali dell’atto costitutivo e dello statuto

Note

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